

delle loro carriere, unito al fascino del potere, non riescono neanche ad ottenere, se non il cuore, che almeno qualcuno si smutandi per loro per simpatia o fascinazione, come fa qualsiasi essere umano che habbia rispetto e stima per se stesso.
Osservo commosso il robottino aspirapolvere che lavora in piena autonomia, che non mi chiede piegazione alcuna, che non mi critica per il precario mantenimento dell’igiene domestica, che non mi racconta delle sue varici.
Mi sto finalmente affrancando – o comunque le riduco al minimo indispensabile - dalle pratiche domestiche e dalla dipendenza dalle signore che con la scusa di accudire alla magione cercano in un modo o nell’altro tutte di gestire almeno un po’ della mia vita, invadendo tutto o in parte il mio territorio, la mia patria privata.
Non so perché ma tutte, senza alcuna distinzione, si sono sentite autorizzate a sistemare, oltre che il vasellame e la biancheria, anche qualche aspetto della mia esistenza di cui sono sommamente geloso.
C’è stato chi cercava di ispirarmi la lettura di opuscoli religiosi lasciati negligentemente sul comodino, chi ha cercato di presentarmi figlie-nipoti-vicine di casa perché almeno avrei avuto qualcuno che mi accudisse (grazie, ma non mi serve la badante – non ancora! ), chi pretendeva che seguissi un rigido protocollo di pulizie giornaliere in modo che lei avrebbe trovato la casa pulita nei giorni in cui sarebbe intervenuta (mais pour faire quoi, alors? mi sono chiesto sovente), chi mi raccomandava una vita casta (perché?) e chi cercava di intervenire pesantemente nell’impostazione del mio regime alimentare. C’è stata anche chi pretendeva un fidanzamento o cose del genere e chi voleva influenzare il mio modo di vestire.
Nessuna di queste poi, senza eccezione, si è mai sognata di adattarsi alle mie esigenze domestiche, soprattutto quando capitava di presenziare alle attività: assillandomi chiedendo ogni volta l’esatta la disposizione di ogni oggetto, oppure raccontarmi tutti i cazzi suoi, del marito, della “so’ soro” e di tutto il parentado fino al settimo grado; per contro c’era chi mi cacciava di casa anche in piena bufera di neve perché “impicciavo”.
C’è stata comunque tutta una gamma di comportamenti tesa o ad includermi troppo o ad escludermi completamente, quasi mai ho assistito ad un equilibrato rapporto
Eh, ma ora il robotino mi affranca, mi solleva, mi redime (in senso territoriale)!
Poco tempo fa, poi, mi sono assicurato un marchingegno a vapore che basta che lo accosti ad un abito e questo ritorna in piega, mi ringrazia e si esibisce anche in qualche mossa di break dance per allietarmi.
La genitrice vuole regalarmi uno di quei marchingegni domestici che basta che ci metti l’acqua, il sale, un po’ di farina, che gli dici l’ora e ti fa trovare un pranzo bell’e pronto e forse ti apparecchia anche.
Aggiungiamoci che da pochi giorni ho aggiustato definitivamente la lavastoviglie, mentre la mia lavatrice classe 18A ronza silenziosamente di là che è una meraviglia.
Esibisco sul piano di cucina tutta una serie fantasmagorica di ritrovati elettronici con cui posso produrre di tutto risparmiando le mie manone di artista da occupazioni troppo ripetitive e plebee.
Ottengo così, al prezzo di pochi euri, la mia libertà, elimino dipendenze ed eteroriferimenti, recupero la mia quotidianità tenuta in ostaggio in un modo o nell’altro.
Questo pensavo al momento degli acquisti, si, ed ho tratto piacere dal fatto che la mia casa ormai assomiglia a uno di quegli ambienti che da piccolo vedevo nei film di fantascienza; mi viene perfino di fare un gesto nell’aere per generare l’ologramma di un qualche cosa e giro per le stanze con la spada di luce di Skywalker legata all’elastico del pigiama! ;D

Quei ronzii che però mi hanno tanto entusiasmato nell'immediato, hanno creato un’atmosfera fredda e solitaria. Mi accorgo che se non trovo più qualche oggetto non posso chiedere ad alcuno se l’ha visto.
Se mi vien gana di cogliere frutta fresca dagli alberi o di avere le uova di campagna non posso più andare a casa della Signora Ics né il marito della Signora Ipsilon in autunno mi porterà in regalo una bottiglia di novello o di olio spremuto a pietra. E chi mi racconta più, come faceva la “Zi’ Emma” di come era bello e matto il nonno che non ho mai conosciuto?
E poi dove vanno a finire gli inviti della signora Zeta, se pur impicciona, a casa propria per una cena in famiglia, magari rimediata, ma dai sapori veri e genuini fra chiacchiere e risate, al riparo di un pergolato con vista sull’infinito?
Avrò quindi recuperato in efficienza, indipendenza ed economicità, ma il cessare di tutto questo, non so voi, io lo reputo quanto meno un po' più triste.
Mah… tenete d’occhio ebay, perché presto potrei essere colto da un attacco di luddismo acuto!!

